La Fatica in Savage Worlds


Ecco per voi un reblog dell’ottimo articolo di Andrea Martin sulla gestione della “Fatica” in Savage Worlds! Ricco di approfondimenti ed ottimi consigli per i master! Link all’articolo originale sul suo blog: http://criticointerrastraniera.blogspot.it/2016/08/la-fatica-in-savage-worlds.html
Buona lettura!

Richard Mardoc


 

Le regole sulla Fatica sono spesso ignorate dai master di Savage Worlds. Io per primo, durante le mie sessioni, non utilizzo  quanto dovrei questo potente strumento: subire una Ferita rende più difficili le azioni dei PG, senza per questo avvicinarli alla morte. La tensione sale e i giocatori si fanno più prudenti.

Ad una prima lettura del manuale, sembra quasi che la fatica debba essere utilizzata solo in caso di condizioni avverse, come la presenza di climi freddi (quando si cammina in una tormenta di neve, ad esempio) o per gestire un eventuale “colpo di calore”. Se però si legge bene la sezione, si scopre che il suo campo d’azione è molto più vasto.

ESEMPI
Un master può applicare le regole sulla fatica in svariate situazioni che non implichino per forza la presenza di condizioni ambientali “estreme”.
Un esempio potrebbe essere l’effetto di un turno di guardia prolungato. Stare svegli per un tempo prolungato stanca chiunque, quindi perché non indicare questa stanchezza con un livello di fatica?
Interpretando il medico “Scar” nell’ambientazione MERCs, mi sono ritrovato su Solomon Primo a non poter dormire a causa di frequenti assalti di nazionalisti. Stavo fornendo protezione ad un agente del Governo Neutrale e gli attacchi sono proseguiti per tutta la notte. In quel caso, il master avrebbe potuto farmi fare un tiro Vigore ogni due ore, con malus progressivi (essendo mercenari, andava bene anche un malus cumulativo di -1).
Un altro esempio è il fallimento di un tiro su Agilità o Forza. In questo caso, il livello di Fatica rappresenta la serie di lividi, crampi e piccoli tagli che non possono essere gestiti con le ferite (non sono “ferite” così gravi), ma possono essere ben rappresentati da una generica condizione di “stanchezza”.
S. W. Shinn descrive molto bene un esempio in un post del suo blog: il suo personaggio è saltato all’interno del lago sul fondo di una cava ed ha fallito un tiro Agilità. L’acqua fredda l’ha fatto tremare e quindi il PG ha ricevuto un livello di fatica.
Per quanto riguarda le mie esperienze personali, durante una delle mie sessioni (in cui ero il master) un personaggio doveva nascondersi all’interno di un mobiletto per evitare che la guardia lo trovasse a ficcanasare all’interno di un laboratorio segreto.
All’epoca non mi è venuto in mente (ero ancora agli inizi), ma ora gli farei fare un tiro Agilità. Un fallimento indicherebbe una storta o un crampo causato dalla posizione innaturale mantenuta per un tempo prolungato.
Un ultimo esempio potrebbe essere l’uso di bevande alcoliche. I livelli di fatica indicano l’ubriacatura del personaggio.
E’ un ottimo modo per gestire una gara di bevute o l’effetto di uno scotch a stomaco vuoto!
RECUPERO DI UN LIVELLO DI FATICA
Il recupero dei livelli di Fatica non è standard, in quanto per ogni tipologia di fatica c’è un sistema per il calcolo.
In base a quanto scritto nel manuale, si possono identificare questi casi (che ho ordinato per “tempo di recupero”):
  • fatica da annegamento: la stanchezza dovuta all’annegamento si recupera al ritmo di un livello di fatica ogni 5 minuti;
  • fatica da freddo: un livello ogni 30 minuti al riparo dagli elementi;
  • fatica da calore: reidratandosi, si recupera un livello di fatica ogni ora;
  • fatica da sete: bevendo si recupera un livello di fatica ogni ora;
  • fatica da fame: il recupero avviene dopo un lauto pasto al ritmo di un livello di fatica ogni ora oppureogni 12 ore se il personaggio è incosciente;
  • fatica da sonno: un livello ogni quattro ore di sonno;
  • fatica da radiazioni: un livello ogni 24 ore;
  • fatica da veleno: un livello ogni 24 ore;
  • fatica da “lividi e contusioni”: questi livelli di fatica si recuperano al ritmo di 1 livello ogni 24 ore;
  • fatica da malattie: con l’utilizzo dei medicinali adeguati, la fatica scompare dopo 2d6 giorni meno il tipo di dado di Vigore (comunque un giorno).
In questo elenco non ho inserito il problema del fuoco, che sul manuale è riportato nelle “condizioni ambientali” che generano fatica. Questo perché il contatto con il fuoco genera danni, non fatica!
Se però il fuoco è molto esteso, può provocare livelli di fatica compatibili con la disidratazione da calore.
LE FERITE SI SOMMANO AI LIVELLI DI FATICA?
I livelli di fatica e le ferite vanno considerati sotto due aspetti: l’essere incapacitati e i malus ai tiri.
Per quanto riguarda lo stato di “incapacitato”, ferite e fatica non si sommano. Un personaggio può avere tre ferite e due livelli di fatica e continuare a muoversi e combattere.

Per quanto riguarda invece i malus, quelli sì che sono cumulativi. Nell’esempio riportato sopra, un personaggio con tre ferite e due livelli di fatica applica a tutti i tiri un malus di -5! Alcuni la chiamano l’infame “spirale della morte”… Auguri!

CONCLUSIONE
Se sei un narratore che preferisce non far morire i PG ma far loro sudare le scene più importanti, usare la Fatica anzichè le Ferite è la strada ottimale!

Andrea Martin
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